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Verde, Pisapia: “Boscoincittà non sia Disneyland milanese”

“Il modello del Boscoincittà è quello su cui basare lo sviluppo del verde a Milano: un verde naturalistico, che si basa sulla riforestazione. Ora invece, la giunta vuole trasformare quest’area in verde commerciale, come dimostra il Pgt dove viene destinata alla costruzione di una Disneyland milanese. La gestione deve restare a Italia Nostra, che dovrebbe tornare a occuparsi del Parco delle Cave. Anche dal punto di vista dei costi Italia Nostra offre un servizio più economico rispetto ai privati che fanno semplice manutenzione”. Lo ha dichiarato oggi Giuliano Pisapia, candidato sindaco del centrosinistra per il Comune di Milano, nel corso in una conferenza stampa, durante la quale ha fatto sue le proposte di Susanna Magistretti, responsabile del vivaio del Carcere di Bollate, e Franco Beccari, Legambiente.
Susanna Magistretti è intervenuta per sostenere che l’importanza che i cittadini si riapproprino del verde urbano: “Sull’esempio di altre città europee microassociazioni di quartiere individuano un’area abbandonata e la gestiscono, facendola diventare un giardino di zona condiviso e autogestito, per il quale il Comune fornisce un punto acqua e una recinzione. Si può pensare anche a un giardiniere di quartiere, stipendiato dal Comune stesso o dalla associazione”.
Franco Beccari, invece, ha sostenuto la necessità di dar vita a un regolamento per il verde privato e a un ufficio del Comune per la sua gestione: “L’attuale giunta ha inoltre tolto qualsiasi tutela agli alberi di Milano: attualmente non è più necessario il titolo edilizio abitativo (DIA o permesso) per l’arredo delle aree verdi delle case anche per la rimozione di piante ad alto fusto”.
Pisapia ha riassunto per punti alcune priorità sul verde a Milano: “No alla trasformazione da verde naturalistico in commerciale, niente costruzioni su aree verdi, valorizzazione dell’agricoltura di prossimità, apertura di giardini e parchi privati ai cittadini, istituzione di un ufficio comunale che si occupi del verde privato”.