Primo Piano

Solibello: Una serata così a Milano, io, non l’avevo mai vista.

Eppure a Milano ci sono nato e ci vivo da trentanove anni: ho visto piazze, manifestazioni, cortei, concerti, palazzetti, mobilitazioni e raduni, ma una serata così a Milano non si era mai vista. Migliaia di persone davanti alla stazione centrale dal tramonto a mezzanotte a ballare, cantare, pogare e tifare con una forza e un’energia che lascia intravedere un’onda lunga, anzi lunghissima, che parte da lontano.

Parte dai più giovani, quelli che vanno a votare per la prima volta, arriva nelle periferie, tocca i locali che vengono chiusi uno dopo l’altro, attraversa le strade con le biciclette e i motorini, non la si può fermare perchè quando poi si materializza grazie agli operatori musicali della città, quelli del comitato Milano libera Tutti, si capisce quanto è grande e quanto è profonda. E camminando nel backstage del concerto si capisce quanta voglia c’è dietro agli sforzi degli organizzatori, degli artisti e dei candidati che hanno messo ogni goccia di energia su questo palco per far sentire chiaro e forte qual è la città che vorrebbero, che vorremmo.

Sembrava incredibile e invece era tutto vero: il centro-sinistra, finalmente unito e compatto, impersonato da Pisapia e Boeri a prendere impegni e a ricevere un mandato esplicito da una piazza di venti-trenta-quarantenni enorme, stracolma, straripante di entusiasmo, di affetto e di speranza.

Le foto, i video, i bootleg del concerto non potranno restituire la generosità e l’impegno dei musicisti che da tutta Italia hanno scelto di venire a Milano per  prendere parte a questo sabba pre-elettorale: i Ministri, Dente, Samuel e Max dei Subsonica, gli Afterhours, Marta sui Tubi, Casino Royale, i Dj-set, Roy Paci, Capovilla e Don Gallo si sono “manifestati” come un’apparizione mistica e notturna in una città che guardava incredula e quasi non ci credeva che fosse vero, che fosse possibile, qui a Milano.

Non era una “concerto elettorale” era la presa di posizione culturale, prima ancora che politica, di una generazione (forse due) che si attendeva da tempo e che troppe volte negli ultimi anni non era pervenuta.

Don Gallo ha proclamato Giuliano Pisapia macchinista del Treno dei Diritti, ora spetta a voi far sì che la prima fermata sia Palazzo Marino.

Filippo Solibello