Primo Piano

Una preghiera (laica) per Giuliano Pisapia

Era la Feltrinelli di piazza Piemonte, sembrava il Maracanà di Rio de Janeiro. Tifo da stadio, con la libreria presa letteralmente d’assalto (a un certo punto hanno dovuto chiudere le porte e tenere la gente fuori): tutti insieme appassionatamente per “Vieni via con Pisapia”, il reading a favore del candidato sindaco del centrosinistra a cui hanno partecipato decine di autori, artisti e intellettuali. Giovani e non, famosissimi e meno, campioni d’incassi in librerie/cinema/teatri e arguti interpreti della scena off e underground milanese e nazionale. Da Michele Serra a Fulvio Scaparro, da Flavio Oreglio a Eugenio Finardi, un elenco impossibile da riassumere qui ma che fa venire brividi di gioia a chi pensa che con la cultura si mangi, eccome (al contrario di quello che dice il governo per bocca del suo ministro Tremonti). Cibo per la mente, cibo per lo spirito e, in questo caso, “cibo” per una campagna elettorale che darà finalmente a Milano un sindaco per bene. Un galantuomo. E fra i tanti interventi pieni di intelligenza, proposte e ironia, abbiamo scelto quello di Giulio Casale. Il cant/attore e narratore che ha raccolto l’eredità di Giorgio Gaber e del suo teatro canzone ha letto una preghiera (laica) per Giuliano Pisapia, recitata sulla falsariga del Padre Nostro. Ma lasciamo a lui la parola, che di altre parole non abbiamo davvero bisogno, perché questa è la miglior risposta alla campagna sguaiata, violenta, farcita di menzogne e provocazioni della destra. Al loro fango noi rispondiamo con l’ironia: della serie, sarà una risata che la seppellirà (a lady Mestizia Moratti),,,

Misurata preghiera

Giuliano nostro che per fortuna non sei nei cieli

Lascia il tuo segno

Così in centro come alla Comasina, per dire

Dacci sempre i nostri semplici ideali

E noi li rimetteremo a te

Legalizza Milano

Salvaci da Salvini

Apri Milano

Salvaci da Salvini

Ascolta Milano

Salvaci da Salvini

Non ci indurre in corruzione

E che CL riposi in pace, almeno un po’

Amen.