Primo Piano

Una Milano capitale della buona economia

Il mio impegno di cittadino e di parlamentare è stato spesso incentrato sulla lotta ai grandi poteri criminali. Siamo al cuore della questione democratica dell’Italia e di come si ricostruisce economia, sviluppo sostenibile, coesione sociale e convivenza.

Milano deve essere la capitale della buona economia, innanzitutto nominando la realtà, dopo troppi anni di silenzio, di colpevole sottovalutazione. Sentiamo ancora le parole troppo leggere del Prefetto di Milano, pochi giorni prima della indagine Infinito, le frasi di circostanza della Moratti, i no del centrodestra alla commissione antimafia in comune.

Stiamo lavorando al programma, con l’Officina per la città ma gia’ durante le primarie ci siamo espressi con netteza e con proposte.Ricordo, tra le altre:
– un sistema di osservazione e di monitoraggio dell’evoluzione del fenomeno dell’infiltrazione mafiosa nell’economia cittadina attraverso la collaborazione con le associazioni di categoria, le scuole e le università, i centri studi, le aziende, le onlus (associazioni e fondazioni);

-una rete tra le associazioni degli imprenditori, degli artigiani, degli esercenti, con gli ordini professionali, in generale, con la società civile per sensibilizzare gli operatori economici e creare una cultura di contrasto all’infiltrazione mafiosa;

– patto di collaborazione con i comuni dell’area metropolitana, per scambiare informazioni, esperienze e buone pratiche sul versante della lotta alla criminalità, e con altri comuni italiani che si siano distinti per la lotta alla criminalità organizzata e dai quali recepire buone pratiche ed esperienze;

– rendere più selettivi i meccanismi di rilascio delle autorizzazioni, licenze, concessioni, permessi attraverso la preventiva acquisizione di informazioni dalla prefettura e la creazione di un database specifico interno;

– un “ufficio per la diffusione della legalità e la lotta alle mafie” in staff al Sindaco, referente per uno sportello per lo sviluppo di progetti di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

E poi, elevare la vigilanza sulla realizzazione delle opere pubbliche e per EXPO 2015:

a) costituire la Commissione Antimafia comunale e dotarla di un braccio operativo, una task-force di vigilanza preventiva sulla realizzazione delle opere pubbliche, dall’avvio dell’appalto al collaudo;

b) porre attenzione e priorità al sistema dei controlli e delle procedure della Società di Gestione di EXPO per assicurare la massima trasparenza dell’azione amministrativa.