Lettera di Filippo Del Corno

Anche se vivo e lavoro a Milano da quando sono nato, negli ultimi anni questa città mi piace sempre meno. Sembra sempre di abitare in un negativo fotografico, con le immagini al contrario e i colori virati.

La Milano di oggi è attraversata da molte sacche di esclusione, essenzialmente sociali ed economiche, ma anche propriamente politiche, linguistiche, perfino religiose. Il reticolo di queste sacche genera una frammentazione tribale del tessuto sociale, tanti clan numerosi in perenne e rabbioso conflitto.

E’ necessario trasformare questo arcipelago di genti in una comunità coesa, che condivida un senso profondo di partecipazione e appartenenza.

Il diritto, la conoscenza e la consapevolezza dei propri come degli altrui diritti, può essere la leva di trasformazione più efficace perché produce la coscienza nel singolo di appartenere a una collettività solidale, e perché è stimolo al rispetto della legalità come valore fondante di relazioni sociali pacifiche e felici.

E’ principalmente per questo motivo che ritengo Giuliano Pisapia, per la sua storia limpida e la sua appassionata competenza, il sindaco ideale di Milano; ma penso anche che Pisapia sia il candidato più efficace per sconfiggere la destra imperante a Milano oramai da troppi anni. In tante occasioni il centro sinistra milanese ha pensato di vincere le elezioni con candidati mimetici: è ora finalmente di presentarci con un candidato identitario, dove poter riconoscere le espressioni più belle delle nostre idee, della nostra cultura, dei nostri valori.

Queste elezioni primarie sono una grande occasione: si sono presentate candidature eccellenti, personalità dall’altissimo profilo umano e professionale. Ma soprattutto sono finalmente e per la prima volta elezioni autenticamente “primarie”: non sono più infatti cerimonie di investitura popolare “ex-post” di candidature comunque scelte nei giochi di forza dei partiti, ma danno l’opportunità ai cittadini di confrontare percorsi e programmi per scegliere in libertà il candidato migliore.

Personalmente ho partecipato alla fondazione del Partito Democratico, candidandomi all’Assemblea Costituente nelle liste che sostenevano Enrico Letta, e mi sono poi iscritto al partito senza esserlo mai stato prima ad altri partiti. Sono dunque quello che si definisce un democratico “nativo”, e quindi credo nel metodo delle primarie purché queste rispettino la loro funzione originaria di sfida contendibile tra i candidati, dove sia possibile dare il proprio sostegno ad una candidatura piuttosto che a un’altra indipendentemente dalla propria appartenenza. In questi giorni di confronto sento emergere nel Partito Democratico una vasta area di consenso a Pisapia, che coinvolge iscritti, simpatizzanti ma anche parte dei dirigenti. Spero che questa area di consenso possa emergere e farsi valere nel dibattito politico senza imbarazzi o ipocrisie e dimostri che così come a nessuno dei candidati può essere appiccicata un’appartenenza partitica pregiudiziale così pure a noi elettori non può venir applicata alcuna automatica predilezione suggerita dall’obbedienza alle indicazioni dei partiti.

Sono le nostre coscienze, i nostri cervelli e i nostri cuori a dover scegliere: e a tutti i democratici che hanno scelto Giuliano Pisapia in totale autonomia di pensiero faccio appello affinché diano pubblicamente il loro apporto di idee e lavoro a questa candidatura. Non è una scelta di rottura, né vuole essere una lacerazione: si tratta di una consapevole assunzione di responsabilità per far vincere il candidato che è ai nostri occhi il più autorevole e competitivo per riportare il centro sinistra a governare Milano, e riportare così Milano ad essere una città di cui essere felicemente orgogliosi in Italia e nel mondo.

Filippo Del Corno

iscritto al Partito Democratico