Intervista ad Alessandro Dalai

Alessandro Dalai ad Affaritaliani.it: “Il Pd con Boeri è arrivato tardi”
di Fabio Massa

Alessandro Dalai è uno dei protagonisti dell’industria culturale italiana. Presidente della Baldini Castoldi Dalai, ha tentato anche il rilancio dell’Unità. Dalai è uno dei più importanti sostenitori della candidatura di Giuliano Pisapia. Ad Affaritaliani.it spiega perché ha scelto di sostenere l’avvocato: “Ha una esperienza civile e imprenditoriale molto strutturata”. Poi attacca: “Il Pd è arrivato troppo tardi con il sostegno a Boeri. Come al solito. Si ripete il caso Puglia”. Infine la stoccata: “Bisogna smetterla di pensare che sono ancora i tempi in cui il candidato lo decidono Penati o Bersani”.

Alessandro Dalai, perché sostenere Pisapia?
Perché ho 63 anni, faccio l’editore, ho rilanciato l’Unità, sono nel sociale da 40 anni e credo nella mia città. Quello che voglio dire è che è la mia storia a portarmi a sostenere Giuliano.

Perché Pisapia è meglio degli altri due candidati, Boeri e Onida?
Pisapia ha una esperienza politica vera. E’ una cosa che gli altri non hanno. Pisapia conosce meglio la città rispetto agli altri due. Sono un estimatore di Onida, intendiamoci. Ma Pisapia è meglio: conosce gli ambienti della sinistra e del centrosinistra. Conosce le periferie meglio degli altri, e soprattutto ha capito che le elezioni si vincono in periferia non nei salotti radical chic o al circolo della caccia. Ha una esperienza civile e imprenditoriale molto strutturata.

Cosa ne pensa del sostegno esplicito del Pd a Boeri?
Il pd nazionale ha fatto male a non esprimere una candidatura.

In che senso, scusi? L’ha espressa, è Boeri.
No, non l’ha espressa: o meglio, è arrivato come al solito al rimorchio. Come in Puglia: prima arriva Vendola, e allora il Pd pensa a qualcuno da schierargli contro. In Lombardia prima arriva Pisapia e allora il Pd sceglie Boeri. Se davvero voleva esprimere un candidato, doveva metterci di meno. Quello che gli amici del Pd devono capire è che ci sono le primarie. Esistono. E sono uno strumento determinante. Qui non si aspetta più il candidato di Penati o di Bersani, sono finiti quei tempi. E comunque mi fa piacere che la società civile esprima due candidature come Pisapia e Onida.

Ne deduco che Boeri, secondo lei, non fa parte della società civile.
Io dico solo una cosa: la gente che ha un rapporto lungo con la città è conosciuta, esattamente come Pisapia. Non voglio dire qualcosa contro Boeri. Anzi, ha presentato anche diversi nostri libri, è molto bravo. Ma la persona che conosce meglio la città e che conosce meglio la struttura sociale di Milano è Giuliano Pisapia. Questo è il suo curriculum, non ci si può fare niente.

Cosa deve fare Pisapia per battere la Moratti?
Stare tra di noi e sopravvivere. La batte sicuramente.

Perché questa sicurezza?
La Moratti è un sindaco che sta sopra la città, che vive i drammi del tessuto urbano e delle periferie, e delle persone meno agiate. Ed è espressione di un blocco sociale che difende i privilegi di pochi rispetto alle speranze di molti. Pisapia non ha bisogno di battere la Moratti. E’ la Moratti che è un fenomeno politico-mediatico già superato.

Lei farebbe l’assessore in un’ipotetica giunta Pisapia?
Se me lo chiedesse Giuliano, anche domattina. Ma per spirito di servizio, non per voglia di protagonismo. E’ questo che ci distingue dal Pd. Da noi le cose si fanno perché è giusto farle, di là, invece, c’è una struttura di partito che si è inventata un candidato.

Provocazione: Pisapia è di sinistra e non sarà sostenuto dal centro.
Pisapia sa parlare al centro e ai moderati. Anzi, è l’unico candidato che sa parlare anche al centro. Anche perché tra il centro e la sinistra, in una vandea come Milano, ci sono solo piccole sfumature.