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Riapriamo i cortili delle nostre case ai bambini e ai loro giochi

Un famoso detto africano dice che “per educare un bambino ci vuole un intero villaggio”. Milano è questo villaggio, Milano è la nostra comunità. Dobbiamo riprogettare la nostra città a misura di bambino, introducendo un vero e proprio “parametro bambino”, con il quale misurare trasversalmente l’accessibilità alla città valutando la qualità della vita: l’educazione, la salute, il verde, la mobilità, i servizi, lo sviluppo metropolitano nel suo complesso.

Una volta a Milano i bambini giocavano nelle strade, poi con l’aumento delle macchine, i loro giochi si sono spostati nei cortili. Ormai da molti anni nella maggior parte delle case milanesi i cortili non sono aperti ai bambini perché “fanno rumore e rovinano il verde” oppure perché semplicemente non c’è spazio, magari però il cortile è invaso dalle auto degli inquilini…

I giardini e i cortili degli stabili milanesi devono tornare ad accogliere i bambini riacquistando così il loro ruolo originario, inteso come luogo di socialità tra le generazioni. Attraverso i ragazzi è tutta la comunità che può rimpossessarsi della sua dimensione sociale, riattivando una solidarietà di buon vicinato e di coesione. É così che possiamo costruire una nuova città: se Milano sarà accessibile e attenta ai bambini ne gioveremo tutti quanti, adulti, anziani, o stranieri.