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Milano riparte anche da qui: la Casa Ecologica della Bovisa è un esempio virtuoso di risparmio energetico e cura del verde

Giuliano Pisapia oggi ha incontrato la stampa nel parco della Casa Ecologica, al quartiere Bovisa, perché ha voluto portare l’attenzione dei media sull’importanza di questo progetto edilizio, che, sviluppatosi a partire dalla fine degli anni ’80, è un esempio eccellente e all’avanguardia di un grande complesso residenziale realizzato con materiali ecologici, impianti architettonici e impiantistici a basso consumo energetico (qui le bollette costano almeno un terzo in meno rispetto a quelle degli altri edifici milanesi). Un altro aspetto eccezionale della Casa Ecologica è rappresentato dal parco che è aperto a tutta la cittadinanza e la cui gestione e manutenzione, almeno fino al 2015, è a carico alla Cooperativa della Casa Ecologica-Bovisa90: quest’area verde è curata molto bene, con molto più attenzione e solerzia rispetto agli altri parchi e giardini di Milano. Giuliano Pisapia durante la conferenza stampa, a cui hanno partecipato anche alcuni membri della Cooperativa, ha dichiarato “Esperienze come quelle della Casa Ecologica vanno valorizzate, incoraggiate e diffuse nel nostro territorio. I cittadini devono riappropiarsi di Milano, a partire dai quartieri: la Casa Ecologica è un esempio virtuoso di partecipazione della cittadinanza, di risparmio energetico e di cura del verde, tutti aspetti importanti della vita milanese che al centro del mio lavoro di sindaco. Milano può tornare ad aver un ruolo di esempio e guida nel Paese anche a  partire dalle piccole realtà che sono fiore all’occhiello della nostra città, come questa della Casa Ecologica. Qui i bambini possono giocare nei prati in tutta sicurezza, addirittura possono corre a piedi nudi, una cosa neanche pensabile oggi come oggi negli altri parchi cittadini”.

La Casa Ecologica

La storia della cooperativa: gente che vuol bene al suo quartiere

La casa ecologica è uno dei primi casi in Italia di attenzione alle problematiche ambientali nella progettazione e realizzazione di un complesso residenziale di grosse dimensioni in un contesto fortemente urbanizzato. Alla fine degli anni Ottanta, data la scarsità di alloggi del quartiere Bovisa di Milano, alcuni residenti si riunirono nella cooperativa Casa Ecologica – Bovisa90. Il quartiere della Bovisa, zona storicamente a vocazione industriale, presenta negli anni Ottanta un milione circa di metri quadrati di aree dismesse e altamente degradate. I soci fondatori della Cooperativa erano accomunati da una particolare sensibilità alle tematiche ambientali e alle questioni sociali. Per questo motivo era un esplicito scopo sociale della Cooperativa edificare uno stabile fondato sui criteri della bioarchitettura che permettesse agli abitanti momenti di socialità, fin dalla fase progettuale. Le scelte operate nella progettazione e realizzazione del complesso residenziale avevano come obiettivo la salvaguardia della salute dell’uomo, la salvaguardia della salute dell’ambiente, l’utilizzo di risorse naturali rinnovabili e riciclabili e la minimizzazione l’impiego di risorse scarse o inquinanti.

Le prestazioni energetiche, dieci anni in anticipo

Le scelte architettoniche e impiantistiche hanno portato a realizzare un edificio i cui consumi di energia sono pari a circa un terzo (o meno) della media degli edifici esistenti a Milano. La bolletta tipica di riscaldamento è di circa 400 euro l’anno per un appartamento di 100 m2 mentre la spesa tipica per il riscaldamento a Milano supera i 1000 euro annui. Di fatto il progetto anticipa di circa dieci anni quelli che sono gli attuali obblighi di legge in Lombardia. Il progetto, all’epoca, non usufruì di alcun contributo o finanziamento pubblico. L’edificio ospita anche impianti solari termici e fotovoltaici, realizzati a partire dal 2007.

I materiali a basso impatto sulla salute dell’uomo e dell’ambiente

I materiali e i componenti da costruzione sono stati scelti sulla base delle loro caratteristiche di compatibilità ambientale, sulla base delle politiche di attenzione all’ambiente operate dalle aziende produttrici e infine sulla base della certificazione ambientale dei prodotti. La certificazione tende a testimoniare l’attenzione alle esigenze di uso razionale delle risorse, salvaguardia della salute dell’uomo e dell’ambiente sia nella fase funzionale, che nelle fasi produttive in opera e fuori opera. La scelta di materiali certificati, nell’ottica di un costruire sostenibile, ha valore non solo per la garanzia del minore influsso che tali materiali hanno solitamente sulle risorse energetiche, sulla salute dell’uomo e sulla salute dell’ambiente, ma anche quale stimolo per le ditte produttrice per la certificazione ambientale sia dei processi che dei prodotti.

Il condominio comunità consapevole, solidale e conviviale

L’attenzione alle tematiche ambientali si unisce a quella per gli aspetti di socialità, mutualità e solidarietà e si è concretizzato attraverso lo strumento efficace della società cooperativa. Il condominio nato dalla cooperativa è una comunità che ha dato vita a un gruppo d’acquisto solidale. Su iniziativa dei condòmini vengono promosse occasioni di convivialità: cene sociali, dibattiti pubblici, iniziative benefiche, oltre che la tradizionale recita natalizia. Nel tempo sono state realizzate diverse azioni di educazione e sensibilizzazione degli utenti a “comportamenti eco-compatibili”. Il condominio partecipa anche agli European Solar Days, con una giornata di porte aperte e visita ai propri impianti solari il prossimo 7 maggio.

La gestione del parco pubblico

Il progetto edilizio della cooperativa La Casa Ecologica – Bovisa90 ha previsto che due terzi dell’area acquistata fossero ceduti a verde pubblico comunale, in alternativa al pagamento degli oneri di urbanizzazione. Il progetto del parco è stato realizzato dalla Cooperativa contestualmente a quello della casa, dall’architetto Luca Bergo. Il muro che delimita parzialmente il giardino è l’originale ingresso della “Armenia Film”, una casa di produzione cinematografica degli anni trenta. Il muro è stato volutamente restaurato e mantenuto nel progetto: rappresenta una traccia di memoria storica del quartiere. La Convenzione stipulata tra il Comune di Milano e la Cooperativa prevede che per dieci anni dal suo collaudo (effettuato dal Comune nel 2005), la gestione e la manutenzione del parco siano a carico della Cooperativa. Il parco non è però vissuto solo come un onere dai soci: poter fruire di uno spazio pubblico bello, curato, pulito, frequentato da bambini e adulti di tutto il quartiere è un valore e un elemento di ricchezza considerevole della qualità della vita. La gestione dello spazio pubblico da parte della Cooperativa e, più in generale, da un gruppo di utenti dello spazio stesso, ne ha favorito la sostenibilità: l’attenzione e l’impegno degli utenti garantisce la sua manutenzione costante e tempestiva, la pulizia e anche la sicurezza sia attraverso forme programmate (come l’attività giornaliera di apertura e chiusura del parco da parte del custode, sempre accompagnata da un breve sopralluogo) ma anche attraverso meccanismi spontanei di controllo sociale: un giardino circondato da case abitate è meno appetibile per attività illegali o di vandalismo. I soci della Cooperativa più volte sono intervenuti o per “sgridare” avventori che utilizzano in modo improprio le strutture del parco o per segnalare ad adulti e bambini il regolamento per la tutela del verde, del laghetto e degli animali che lo popolano. La Convenzione fra poco terminerà e il parco passerà interamente in gestione al Comune. I soci della Cooperativa, però, hanno già cominciato a chiedersi se una nuova forma di accordo potrebbe essere stipulata affinché questa preziosa risorsa di tutti i cittadini del quartiere continui a rimanere come è oggi. E, perché no, questa modalità di gestione possa costituire un modello di sperimentazione da applicare in tutta la città, specialmente nelle aree più periferiche.