Primo Piano

“Il sindaco sceriffo non appartiene al nostro ordinamento costituzionale”

“La decisione della Corte Costituzionale di bocciare le norme sugli ampi poteri di ordinanza dei sindaci in tema di sicurezza, dimostra una volta di più che non è così che si combattono il degrado e la criminalità. L’idea del “sindaco sceriffo” non corrisponde a quanto prescritto dalla nostra Costituzione e dal nostro ordinamento, che individua correttamente quali siano i compiti degli amministratori locali e quali invece quelli delle forze dell’ordine. E’ bene che i sindaci affrontino i problemi sociali, quelli delle povertà e quelli connessi al degrado ambientale e culturale delle grandi città con strumenti adeguati. Ad esempio operando con seri programmi di riqualificazione dei quartieri a rischio perché non ci siano più ghetti dove possano trovare terreno fertile le organizzazioni criminali che prosperano sulla prostituzione, sul caporalato e sul lavoro nero, sull’accattonaggio e sullo sfruttamento dell’immigrazione irregolare.Non servono i coprifuoco, né le “grida manzoniane” che hanno caratterizzato in questi anni una politica della sicurezza fatta di chiacchiere e di scarsa concretezza. Viceversa è fondamentale assumere nuovi vigili e organizzare in modo efficiente l’attività dei vigili di quartiere in un rapporto solidale con la cittadinanza”.