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Fiori d’arancio!

Quanto manca? Quattro giorni… Avevo pensato di raccontarvelo venerdì, e avevo anche pensato come farlo. Così: cari amici, in questi giorni non cercatemi per appuntamenti della campagna elettorale, nemmeno fatevi domande sul perché non sarò in piazza con i giovani che reclamano un futuro, né alla notte bianca della scuola. A loro tengo molto, è soprattutto per dare un futuro ai ragazzi, che mi sono candidato; e da quando li ho visti appassionarsi alla bella politica insieme a noi, ho rafforzato ogni giorno di più quel mio pensiero. Ma sabato non ci sarò per nessuno, perchè sabato mi sposo.
Invece ve lo racconto oggi, a meno quattro, perché non vedo l’ora di condividere con voi questa notizia.
Fiori d’arancio, convolare a nozze… sono espressioni che mi fanno un po’ sorridere. Ma la sostanza è quella: dopo tanti anni che ci conosciamo, io e Cinzia abbiamo deciso di sposarci. A Venezia, perché Venezia è la sua città di origine. A Venezia anche perché il sindaco, l’avvocato Giorgio Orsoni,  è un caro amico e con lui ne abbiamo parlato durante le primarie quando ha fatto insieme a me una bella iniziativa.
Sposi maturi e testimoni giovani: eccoli, i giovani che tornano. Insieme a noi, a festeggiare questo giorno, ci saranno il figlio di Cinzia e i miei nipoti, figli dei miei sette fratelli, tutti testimoni di un amore nutrito di stima, rispetto, complicità, che è cresciuto sempre più giorno dopo giorno. Fino a farci desiderare di siglare con una firma davanti a un sindaco la nostra profonda unione.
Ho solo due preoccupazioni: la prima è che, nonostante le pubblicazioni risalgano a dicembre, gli impegni serrati della campagna elettorale mi hanno impedito di trovare il tempo di raccontarlo agli amici. La seconda è che non ho il vestito giusto: chissà dov’è finito il mio abito blu da cerimonia…