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Baruffi: “La stagione della propaganda è finita. I sondaggi dimostrano che a Milano la sfida è apertissima: il centrodestra è in stato confusionale, Pisapia si occupa del rilancio della città”

“I dati di SWG, resi noti oggi da Il Sole 24 Ore, mostrano chiaramente il testa a testa in atto a Milano.
Per la città la novità è enorme. Siamo soddisfatti perché si tratta di una conferma di quanto abbiamo sostenuto nelle scorse settimane, anche in contrapposizione ai sondaggi propagandistici diffusi da alcuni esponenti del centrodestra.
Sul piano politico poi è evidente che la disgregazione e la litigiosità della coalizione di centrodestra mettono in luce  il fallimento di una classe dirigente forse appagata da troppi anni di gestione del potere.
La grande coesione del centrosinistra, al contrario, è la chiave di volta per il riscatto della città. Da una parte ci si dilania in polemiche, dall’altra si propone un programma concreto per Milano con progetti mirati per migliorare la qualità della vita degli abitanti, per contrastare il problema dell’inquinamento che da troppi anni soffoca la città, per recuperare unità d’azione fra il capoluogo e i comuni dell’hinterland, per restituire efficacia e trasparenza all’azione della pubblica amministrazione, per mettere a punto le condizioni migliori per lo sviluppo economico e imprenditoriale, per un concreto miglioramento delle infrastrutture e dei trasporti, per un’azione di promozione costante delle attività culturali e del marketing del territorio.
La campagna di Giuliano Pisapia prosegue quindi in modo ancora più determinato alla ricerca di soluzioni per i problemi di Milano, male amministrata e costretta ad affrontare la crisi economica senza una guida efficace. I dati allarmanti diffusi in queste settimane sulla crescita della disoccupazione giovanile devono essere incrociati con i reiterati segnali d’allarme che arrivano dal mondo delle imprese e dai ceti produttivi. Anche il forte calo registrato nelle presenze turistiche in questi giorni di Pasqua deve essere messo nel conto di un’incapacità complessiva di trovare idee per il rilancio di Milano”.